Lucrezia Degli Espositi Pallotti vince il Primo Premio Nazionale di Scrittura
Strepitoso successo di una nostra alunna delle Scienze Umane
È una grande gioia e un inestimabile onore annunciare che un’alunna del nostro Liceo, Lucrezia Degli Esposti Pallotti (5 C LSU), ha conseguito il primo premio nazionale nella sezione “Scrittura-racconto breve” nell’ambito delle celebrazioni per la terza Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti del mondo. La manifestazione si svolge a Torino dal 4 al 12 Febbraio 2020, presso l’Arsenale della Pace, sede del SERMIG.
Il 4 Febbraio, giornata di apertura dell’evento, ha visto la premiazione del concorso scolastico “Tante guerre, un’unica vittima: la popolazione civile”, organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra in collaborazione con il Ministro dell’Istruzione. Alla manifestazione hanno partecipato il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, il Sindaco Chiara Appendino, il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Istruzione Fabrizio Manca, e Paolo Sciascia, Dirigente della Direzione Generale per lo studente.
Lucrezia si è recata a ritirare il prestigioso riconoscimento, durante questa indimenticabile Giornata, insieme ai genitori, al Dirigente Scolastico, dott.ssa Anna Maria Corretti, e al professor Fabrizio Scontrino, docente di Lettere della nostra bravissima allieva.
Ma su che cosa intende riflettere l’ANVGC (acronimo di Associazione Nazionale Vittime Civili della Guerra), promotrice della Manifestazione? La Storia ha ampiamente dimostrato, in particolare con la seconda Guerra Mondiale – che fu una guerra totale, ma non l’unica – che spesso le vittime dei conflitti non sono i militari impegnati al fronte, ma anche gente comune, che tenta di mantenere una quotidianità e una “normalità “ in un momento storico critico e precario, bambini, donne, anziani. Esistenze distrutte per colpa di qualche folle al potere, o per un chilometro di terra in più, o per la conquista di un pozzo petrolifero. E intanto esistenze, famiglie, affetti vengono distrutti. Ma quanto vale la vita?
È su questo capitale interrogativo che si fonda lo struggente racconto di Lucrezia. E va ben oltre: ancor prima che sulla esperienza della guerra, riflette sul senso della vita e della morte che pervade ogni essere umano.
Appena la conosci, capisci subito che Lucrezia è dotata di una forte carica empatica che, miscelata a una perspicua capacità di scrittura -frase semplice e scorrevole, ma lessico forbito e ammaliante-, produce un effetto “esplosivo”: non ti puoi certo meravigliare che vinca il primo premio nazionale per un testo narrativo. Lucrezia partecipa al concorso dell’ANVCG quasi per scherzo, scrive un brano, come tutto il resto della classe, su invito del professor Scontrino. Per questa ragione, quasi non ci crede quando, a un soffio dal Natale, le viene annunciato che ha vinto il primo premio nazionale. Ma come poteva essere altrimenti? La ragazza, fin da piccola, ha ascoltato le testimonianze di guerra del suo ultranovantenne nonno: il bombardamento della loro casa sulle colline pistoiesi, le uccisioni a sangue freddo dei civili, il lungo campo di prigionia durato undici mesi. In un clima di precarietà continua, la vita e la morte finiscono per sovrapporsi. Forse anche queste storie, che vanno poi a incrociare e a formare la Storia, hanno contribuito a far scaturire nell’animo della nostra giovanissima scrittrice una sensibilità particolare per la tematica. E il suo personaggio, Omar, civile, muore sotto i colpi delle bombe, dopo aver perso ogni speranza di ritorno alla vita, in seguito alla perdita- qualche mese prima- della moglie e del figlio.
Ma tra le righe si legge molto di più: “se tutti disertassero non resterebbe più nessuno per combattere”, scrive Lucrezia. Ed ha ragione: tutti noi, nel nostro vivere quotidiano siamo responsabili della pace globale, non solo scegliendo di non prendere armi, ma anche semplicemente nel vivere le nostre relazioni, magari detonando un conflitto con il coniuge, con il figlio, con il compagno di classe, con il collega, con il vicino di casa.
“Dalla seconda guerra persiana alla seconda guerra del Congo -conclude Lucrezia- la cifra delle vittime ammonta a 455 milioni. Solo l’odierna guerra in Siria conta più di 560mila morti, gran parte di loro erano civili. Questo numero aumenta ogni giorno perché ancora oggi in molte parti del mondo la popolazione è flagellata da conflitti di cui non conosce più scopi né cause. Dietro il sipario si nasconde il commercio delle armi, per gran parte legale. Dobbiamo fermarci, la vita di così tante persone non può avere un prezzo. Omar, il ragazzo della mia storia, ne ha fatto le spese. Non possiamo restare inermi di fronte a questo continuo e raccapricciante disastro”.
Davvero toccante! Infatti, la motivazione del premio recita: “Un racconto profondo e drammaticamente reale in cui emerge una grande forza narrativa. La scrittura semplice e lineare imprime al testo una valenza stilistica che non avvalora il contenuto. A tratti decisamente alto nella descrizione degli avvenimenti narrati, forte e chiaro il messaggio dell’atrocità delle guerre e la speranza che un giorno tutti i fucili possano diventare libri.”
La Preside Corretti, ancora commossa dal bellissimo evento torinese, davvero soddisfatta per il riconoscimento conseguito dall’alunna di 5 C dice : “ Lo scritto è meravigliosamente commovente, toccante e profondo: il lettore è trasportato, in modo efficace e reale, in un turbine di pensieri e sensazioni, che consentono di vivere attimi di intensità struggente. Complimenti a Lucrezia e complimenti anche al professor Scontrino che ne ha saputo mettere in evidenza le eccellenti qualità di scrittrice e di conoscitrice dell’animo umano.”
E congratulazioni anche da tutti noi! Lo diciamo con un pizzico di sano orgoglio e di piena soddisfazione!